giovedì 28 aprile 2016

MODELLISMO ARTISTICO

Quando il modellismo e le miniature diventano arte. Qualsiasi descrizione è inutile; le immagini parlano da sole.
Potete vederle nel blog THE FACTORY MODELS

mercoledì 27 aprile 2016

PROGETTO MACCHINA ZERO

Una interessante iniziativa lanciata da Acheron Books irrompe nel cielo primaverile!
Progetto Macchina Zero. Un concorso letterario fantascientifico per immaginare una Italia diversa. 
Soddisfate la vostra curiosità al link:
Arriverete a Altri Sogni e... una sola anticipazione:  siamo di fronte alla prima antologia al mondo di fantascienza italiana in lingua inglese.

martedì 29 marzo 2016

LA PARTITA

Il cielo si è trasformato in incessanti piogge acide precipitate al suolo per anni; gli strati più esterni dell'atmosfera terrestre hanno cessato di esistere. Alla fine il mondo ha inaugurato il nuovo ciclo climatico; siccità.
Giorni illuminati dalle radiazioni solari dirette bianche e abbaglianti accompagnate dalla brezza rovente. Un panorama quotidiano e immutabile che visto dall'interno dell'enorme stadio ellittico sembra uno stato irreale dell'esistenza.
Lucio 23 è seduto nel posto assegnato. Rinfrescato dall'aria climatizzata e protetto dalla cupola trasparente polarizzata attende trepidante l'inizio della partita.
Sopra i suoi abiti indossa una tunica verde e nera, i colori della Belinda, la squadra che segue dall'adolescenza.
Guarda rapito la metà delle gradinate occupate da persone che sono vestite con i suoi stessi colori; è la sua prima ammissione allo stadio.
Gli occhi neri sovrastati dal cranio rasato e inseriti nel volto arrossato e privo di sopracciglia scrutano l'altra parte dei posti disponibili.
Sono occupati da una legione di persone avvolte in tuniche come la sua; ma i colori sono diversi. Arancione e viola.
I simboli cromatici della Orlalia, la squadra avversaria.
Lucio 23 trattiene con difficoltà le emozioni; quasi non crede ai suoi occhi. A causa dell'agitazione ha la bocca secca, senza saliva.
Per arrivare dove si trova ora lavora duramente alla fabbrica dei gasogeni e offre umilmente ore lavorative gratuite all'azienda. Rispetta i precetti emessi dalla segreteria del partito unico che saggiamente governa la sconfinata città stato.
Sacrifici e rettitudine. Vive solo da quando la sua compagna, per decreto del Consiglio Legale, è stata esiliata oltre il massiccio perimetro di acciaio opaco che circonda e protegge la megalopoli.
In concorso con altri blasfemi tentava di studiare la climatologia senza le necessarie autorizzazioni e sorveglianze; Lucio 23 ha dolorosamente dovuto denunciarla alle autorità. Un affronto così grave ai Codici del Sapere è intollerabile.
Uno spiacevole episodio che poteva metterlo in cattiva luce; fortunatamente il Direttorato degli Accessi ha dimostrato comprensione.
Gli esiti della pratica sono stati positivi e Lucio 23 finalmente può ammirare l'erba verde e naturale del campo di gioco; risultato miracoloso delle cognizioni agronomiche custodite dai Mistici.
Il rettangolo ricoperto di vegetazione è protetto da un limpido e invisibile campo di forze che impedisce qualsiasi contatto tra il pubblico e i giocatori.
Le squadre di 11 elementi ritualmente entrano in campo; 22 prodigi genetici.
Origini uguali per tutti. Bambini figli della gente che sopravvive nei territori esterni ceduti agli emissari delle Società Sportive in cambio di cibo o oggetti.
Cresciuti, allenati e potenziati con impianti biomeccanici e terapie genetiche esclusivamente in funzione del gioco.
Gli spettatori sono esterefatti. Esemplari come quelli in campo sono la massima evoluzione del giocatore.
Viso, mani, polpacci. Gli indumenti lasciano scoperte queste parti rendendo visibile la pelle che ha gli stessi colori della squadra di appartenenza; un sorprendente prodotto delle tecniche di modificazione genetica che però donano a queste persone una aspettativa di vita molto ridotta.
Tutti i presenti li considerano eroi misteriosi dall'esistenza breve e gloriosa.
I droni equipaggiati per riprendere e diffondere le immagini della partita sono pronti; le Case dell'Azzardo hanno accettato le ultime scommesse.
La sfera antigravità con a bordo gli arbitri fluttua al centro del campo di gioco; il segnale di inizio è seguito da 105 splendidi minuti.
Per questo periodo di tempo all'interno dello stadio la legge non esiste; è la condizione che ha attratto Lucio 23 e tutti gli altri ammessi. 105 minuti senza limiti una volta alla settimana concessi esclusivamente ai cittadini meritevoli.
Sotto le tuniche le armi di qualsiasi genere sono pronte; un sibilo, il pallone rotola, e sulle gradinate due masse colorate ondeggiano una verso l'altra mischiandosi rapidamente.
Urla condite con scie di sangue dalle traiettorie astratte e sudore che cola lungo i corpi tesi; nell'aria volano come coriandoli i denti che lasciano le bocche di coloro che sono colpiti al volto.
Spari sempre più frequenti. Mani nude stringono colli in morse spietate, strumenti taglienti agiscono indisturbati; la fine della partita è anche quella dello scontro.
Poi i Mistici raccoglieranno i corpi dei caduti e conforteranno i feriti; i superstiti torneranno agli incarichi a loro assegnati dal Ministero della Stabilità Sociale, in attesa della prossima partita.
Impugnando una roncola Lucio 23 corre verso gli avversari; sorride felice.
Finalmente ha raggiunto lo scopo della sua vita.

domenica 14 febbraio 2016

CONCORRENZA SLEALE

-Bene, vedo che ha seguito i miei consigli; l'uniforme aumenta la discrezione della sua presenza. Ora è più difficile individuarla; la lascio proseguire con le sue attività. Buon pomeriggio- . Il gigante dai lineamenti squadrati e il cranio sempre perfettamente rasato ha parlato.
Un discorso lungo per il suo carattere. Darejan Tibilov ex colonnello dei servizi segreti Georgiani è un uomo d'azione e apre la bocca solo quando indispensabile; silenzioso come un felino lascia l'ufficio avvolto nella penombra e con delicatezza richiude alle spalle la spessa porta corazzata rivestita con legno pregiato.
Insaccata in una delle tante mimetiche dagli improbabili colori prodotte a basso costo a Myanmar e rivendute da commercianti Thailandesi una giovane donna è seduta dietro una scrivania trasparente e leggera. Pelle ambrata e lunghi capelli neri fluidi; abituata all'abbigliamento elegante delle persone d'affari non riesce a immaginarsi vestita con gli abiti che indossa in questo momento.
Anche di fronte allo specchio l'inconscio percepisce un sogno; invece è l'evoluzione della realtà.
Clarinda Serrano figlia di Gualterio, un uomo che ha creato da solo l'impero finanziario ereditato dalla adorata Clarindita. Un percorso iniziato da un adolescente piccolo spacciatore nei vicoli di Malambo e concluso da un adulto alla guida di una della maggiori organizzazioni dedicate alla produzione e al commercio di cocaina dell'America del sud.
La giovane ereditiera, educata in referenziati collegi europei e laureata alla prestigiosa università dei gringos a Harvard, non ha avuto scelta; per volontà testamentaria del padre e degli affiliati all'organizzazione è diventata il capo.
Grazie al suo stile manageriale la struttura è cresciuta. Redditizi investimenti in fondi bancari globali hanno portato a utili reinvestiti nell'ampliamento delle attività espanse nella distribuzione al dettaglio del prodotto in quasi tutto il pianeta.
Sul fronte diplomatico altre organizzazioni simili sono state inglobate, a volte con le buone elargendo denaro e favori mentre in altri casi i modi energici si sono rivelati indispensabili.
Senza gli eccessi plateali del defunto capostipite; lui non esitava a fare a pezzi nemici e antipatici con la motosega durante le feste di famiglia, generalmente prima del dolce.
La figlia è ricorsa a specialisti, tecnologie precise, intelligence e parecchie rimozioni asettiche e terminali. Nessuna traccia dei cadaveri, prove assenti; ma i rimasti in vita capiscono e accettano le condizioni della Signorina Serrano.
Anni di incessante lavoro sono alla base del cartello di Santa Firmina, l'organizzazione del narcotraffico più potente del pianeta. L'equivalente di una multinazionale nelle mani di Clarinda, l'imperatrice della polvere bianca, protetta da un esercito privato composto da esperti mercenari comandati dal granitico Tibilov.
Nell'ufficio dalle pareti color pesca le mani della donna spostano un mouse; sullo schermo scorrono immagini che mostrano scene di panico. Persone impazzite, confusione. Interi agglomerati urbani fuori controllo, incidenti e azioni inspiegabili.
In un angolo un pregiato e laccato mobiletto orientale supporta le proiezioni olografiche della Beata Vergine e del volto del padre sorridente; un cero votivo acceso si consuma lentamente esalando un sottile filo di fumo grigio.
Gli eventi attuali derivano dalle scelte delle nazioni europee. Mentre il vecchio continente è percorso dalla periodica ondata salutista che quasi scatena persecuzioni contro i fumatori al parlamento di Bruxelles decidono di liberalizzare l'impiego degli stupefacenti, almeno per uso personale.
I politici hanno fiutato guadagni e vantaggi. Il numero dei fumatori diminuisce, le entrate generate dalle imposte applicate ai prodotti originati dal tabacco subiscono una flessione direttamente proporzionale.
Nascono i Monopoli Europei, specializzati nella produzione di cocaina sintetica. Gestione statale targata Unione Europea e concessione a rivenditori autorizzati dalle singole nazioni.
La neve artificiale arriva nelle narici di milioni di consumatori a prezzi convenienti. Il testo della Commissione Europea richiede solo il compimento del sedicesimo anno di età e vieta la diffusione dei risultati di ogni forma di indagine medica relativa ai soggetti che la assumono.
Oltre agli introiti fiscali elevati i clienti sono cittadini dinamici e felici; non aderiscono a movimenti di protesta e evitano di occuparsi della realtà che li circonda.
Per l'azienda della manager Serrano un brutto colpo. Ma reagisce; ingaggia avvocati esperti in diritto commerciale e riempie di banconote le grosse tasche dei parlamentari.
In pochi mesi la legalizzazione è estesa anche alla polvere naturale e di importazione; il braccio di ferro è incessante. I Monopoli tendono a ribassare i prezzi e lei deve seguirli per mantenere le quote di mercato limitando così i guadagni.
Poi gli europei, grazie a alcune famiglie, iniziano a penetrare il mercato illegale degli Stati Uniti. Clarinda risponde con metodi che avrebbero fatto la gioia del padre. Automobili esplodono, depositi clandestini bruciano e un buon numero di esponenti dell' onorata società sono corpi putrefatti e cibo per topi lungo i condotti fognari.
La situazione in America settentrionale è di nuovo sotto controllo ma è una vittoria seguita dall'orrore; intere piantagioni deperiscono, marciscono e muoiono.
I botanici e gli agronomi individuano la causa; un organismo geneticamente modificato.
Parassita spietato attacca esclusivamente le piante di coca e è innocuo per le persone, animali e altre colture. Con rapida efficienza, grazie a contatti oscuri e sotterranei, il colonnello georgiano porta alla luce l'origine del problema.
Delhi Airship. Società Indiana specializzata in operazioni contractor con droni per qualsiasi applicazione civile e militare richiesta. Pagata dai Monopoli Europei, con l'aiuto di una società di copertura legata alla triade, per rilasciare da alta quota i microscopici organismi assassini programmati per fare del male alle tenere pianticelle di cocaina assestando così un colpo mortale, o quasi, alla concorrenza.
Per ingraziarsi il cartello di Santa Firmina esponenti della mafia Cecena fanno sapere che lo spietato OGM è stato sviluppato da una società temporanea di imprese chimiche Tedesche completamente finanziata con i fondi europei per la ricerca scientifica.
La struttura guidata da Clarinda corre ai ripari. Coltivazioni idroponiche in ambienti chiusi; vecchi stabilimenti dismessi sono completamente sigillati e ventilati solo con aria accuratamente filtrata e analizzata. In una foresta di luci artificiali e irrorata con acqua purificata cresce la cocaina naturale 2.0.
L'affronto è pesante e il clan Serrano, per non perdere la credibilità globale, deve vendicarsi. Clarindita riflette a lungo. Poi incarica gli esponenti del cartello di occuparsi del reclutamento di hacker, specialisti in automazione e produzione chimica.
Compensi elevati, alloggi lussuosi gratuiti in sud America, assistenza di ogni genere e scuole private per i figli. Una offerta allettante per molti tecnici europei desiderosi di allontanarsi da impieghi precari, crisi aziendali ricorrenti e salari miseri.
Incorniciate nel monitor la donna in mimetica continua a osservare scene di devastazione. Il pensiero corre al quartiere chiamato “distrito de cerebros” dove ha riunito i tecnici europei. Una risorsa preziosa amorevolmente difesa da gente attrezzata con armi da fuoco e fede assoluta in santa Firmina.
Abbandona il mouse. La mano curata alza la cornetta attaccata a un telefono dal design minimalista svedese e preme un tasto. Sequenza di toni; il numero corrisponde al cellulare del vecchio zio Pepito incaricato di tenere sotto stretta sorveglianza il “distrito de cerebros”.
-Mia adorata nipote...- risponde una voce generata da corde vocali corrose dai vapori lasciati da infinite bevute di tequila.
-Pepito, adorato zietto. Tutto a posto, nulla di strano?-chiede con dolcezza Clarindita.
-Tranquilla. Pace e serenità come sempre. Garantito da Pepito Serrano. Non preoccuparti...è che tu sei troppo buona. Uccidi i nostri nemici e poi fumati un sigaro-
-In questo momento pagano cara la loro vigliaccheria. Caro Pepito continua a essere i miei occhi e le mie orecchie. La vendetta prosegue. Ciao zio.-
-Sempre a disposizione piccola mia-.
Tutto come previsto. Nelle unità produttive dei Monopoli Europei gli esseri umani non esistono. I processi di sintesi sono affidati a robot gestiti da sistemi di intelligenza artificiale multi livello. Attraverso la rete comunicano con i centri elaborazione dati delle sezioni amministrative e commerciali.
I “cerebros” hanno seguito le correnti di dati, violato protocolli, scardinato algoritmi di sicurezza e deviato le intelligenze artificiali. Un attacco elettronico definitivo.
Per quarantotto ore i magazzini accumulano dosi alterate, in grado di produrre allucinazioni e deliri. Successivamente una serie di guasti apparentemente inspiegabili e non rilevati dai dispositivi di sicurezza provoca incendi e distruzioni in tutte le installazioni industriali.
I tempi stimati per ripristinare la produzione sono dell'ordine di diversi mesi. I Monopoli prevedono uno spaventoso accumulo di perdite e le loro quotazioni in borsa rotolano impietosamente verso il basso.
Ovunque avidi consumatori inalano polvere bianca difettosa. Posseduti da demoni esistenti solo nelle loro menti compiono azioni insensate e pericolose. Seminano distruzioni e morte.
Lo spettacolo atroce è ripetuto in diretta streaming in rete. Clarinda con gelido distacco vede i risultati della sua azione globale; il cartello di Santa Firmina è destinato a recuperare parecchio spazio nel mercato mondiale degli stupefacenti.
Ai Monopoli la prossima mossa. Clarindita in uniforme è pronta a tutto.
Per difendersi dalla concorrenza sleale ha dovuto iniziare una guerra; ruota sulla sedia girevole e guarda il verso il mobiletto.
Il cero è esaurito, spento. I suoi occhi incrociano le immagini tremolanti della Vergine e del padre; silenziosamente inizia a pregare.

mercoledì 13 gennaio 2016

MATERIA INFORME

I vicoli del quartiere dei divertimenti di Nova Macao sono fessure strette dove la luce del sole non arriva mai. Quando l'ombra del giorno diventa il buio della notte i riflessi delle insegne luminose li rischiarano fiocamente. In queste strade senza nome è possibile trovare gente che barcolla, traffica, muore; oppure rotola. Come Silar, appena lanciato fuori da un sexborg attraverso una delle porte secondarie, che si rialza dopo avere spianato come un rullo compressore gli accumuli di vomito e escrementi lasciati dagli ubriachi.
Intenzionato a vendere preparati erboristici di dubbia efficacia prodotti su Gliese 067 e altre chincagliere non ha compreso che all'interno dei locali il commercio ambulante è gestito dai congolesi. La sua presenza non era gradita e, per le loro consuetudini, lo hanno delicatamente fatto accomodare fuori.
Silar proviene da Zalh A, il pianeta di minore dimensioni tra quelli del sistema stellare Uki 7; appartiene a una antica tribù di mercanti. Mentre tenta di ripulirsi osserva il vicolo nella speranza di trovare subito qualche potenziale compratore.
Per raggiungere la Terra con la sua piccola navetta ha attraversato lo spazio infilandosi in un condotto iperluce e non ha nessuna intenzione di lasciare il pianeta senza concreti guadagni.
Intravede una sagoma, forse una persona ferma, persa nei propri pensieri. Avvicinandosi si rende conto che si tratta di un robot finemente rifinito. Il rivestimento in allutanio grigio e opaco è decorato con delicati simboli rossi e dorati astratti; dal significato misterioso e arcano.
Quando si tratta di commerciare per Silar non esistono pregiudizi. Tra pensiero biologico e artificiale non vede differenze; è anche consapevole che frequentemente gli umani inviano i robot a sbrigare commissioni dotandoli di carta di credito.
Inizia a muovere la coda, una mossa a effetto che generalmente lo rende simpatico al potenziale compratore.
Gli abitanti di Zalh A sono bassi, corpulenti. La testa grossa sovrasta un corpo ricoperto da pelle ruvida e marrone. Presentano una caratteristica unica; sono l'unica specie umanoide dell'intero universo conosciuto ad avere la coda.
-Accidenti, che portento di robot- esordisce Silar-antropomorfo e splendidamente dipinto, chi è il tuo umano di riferimento?-
La risposta è immediata-sono Brik0-annuncia una voce leggermente cavernosa-alle dipendenze di Lydja, l'artista. Lei ha creato questi disegni per rendere il mio aspetto unico-.
Tre oculari a infrarossi posizionati nella testa di Brik0 puntano il mercante che replica- dispongo di parecchi preparati medicinali e oggetti, potresti fare utili acquisti. Una sorpresa per Lydja- conclude.
-Farò di meglio-risponde il robot-parlerai con lei di persona-.
Silenziosamente e rapidamente Brik0 avvicina una delle mani dalle 6 dita metalliche e scheletriche al volto di Silar; da un microscopico ugello esce una nube di gas invisibile che l'essere con la coda inevitabilmente respira.
Nano molecole scivolano dal sistema respiratorio a quello cardiaco e formano una schiuma che in pochi secondi invade e paralizza i due muscoli cardiaci del mercante. Rotola di nuovo, questa volta è morto.
Il robot afferra la coda e trascina il corpo verso il veicolo a cuscino d'aria; dopo averlo sollevato lo lascia cadere nel vano posteriore. Brik0 entra nella sezione anteriore. Con il sistema wireless attiva la guida automatica predisposta per rientrare al punto di partenza.
Sull'asfalto consumato del vicolo rimane una grossa sacca in tessuto; colorata e sgargiante attende solo che qualche persona di passaggio la afferri e vada a vendere in un mercato abusivo le mercanzie di Silar.
Nel cielo notturno le stelle sono invisibili. Coperte dagli ologrammi promozionali proiettati dai droni pubblicitari volanti.
Mentre il veicolo a cuscino d'aria entra e si ferma nel giardino popolato da erbe infestanti anemiche di una vecchia villa coloniale la costellazione sopra Velho Macao è la pubblicità di un lassativo.
Nel salone principale, avvolta nel buio e nella polvere, una donna sprofondata in una poltrona vellutata si alza in piedi. Alta, con indosso una leggera tunica nera, ha il viso solcato da rughe. Il cranio rasato è diviso in due metà da una cresta di ispidi capelli grigi.
Parlandole con l'intensità vocale ridotta al minimo il robot la avvicina-Signora Lydja, ho trovato e recuperato il materiale grezzo-
-Bene- risponde la figura femminile. Apre le palpebre, occhi verdi irrequieti fissano il vuoto. Poi rivolta a Brik0-portalo dentro e preparalo per la lavorazione-.
Al centro della stanza che in un passato senza gloria era la cucina è posizionata una grande pietra piana di roccia rossa marziana; ricordo di quando Lydja ha percorso la strada dalla scultura senza successo.
Sul freddo materiale inerte è steso il cadavere; con un dispositivo laser a luce viola Brik0 dissolve con cura tutti gli indumenti, poi attende. Il locale è illuminato da una luce verde e un diffusore sonoro riproduce la marcia nuziale; Lydja, completamente nuda, entra spingendo un carrello originariamente destinato a trasportare bottiglie di liquore.
Ora è colmo di coltelli, bisturi, pugnali. Lame affilate, e l'artista inizia a sventrare e sezionare il corpo.
Molte parti anatomiche, evidentemente considerate non importanti, sono gettate in contenitori squadrati scuri posati sul pavimento. Con cura il robot aspira il sangue giallo che cola ovunque; intanto Lydja taglia e accumula i pezzi che le interessano.
Quando ormai il corpo dell'umanoide è ridotto a un puzzle da migliaia di tessere la donna decreta la fine del lavoro.
-Abbiamo trasformato e raffinato la materia informe in basi per l'arte figurativa- afferma rivolta al robot, e prosegue-preleva i contenitori e sbarazzati dei resti inutilizzabili seguendo il solito metodo-.
I contenitori squadrati scuri sono nelle mani di Brik0. Li carica con cura, senza sporcare, sul veicolo a cuscino d'aria; poi sale anche lui.
Il programma di guida automatica prescelto ha come destinazione il mare dove i grossi piranha d'acqua salata accoglieranno i resti come un ottimo spuntino da divorare senza lasciare avanzi.
La musica è finita. Con grande attenzione Lydja inserisce i flaconi contenenti liquidi in un frigorifero e i ritagli degli organi interni in un essiccatore sottovuoto.
Lì trasformerà in vernici e elementi solidi per creare i quadri astratti con rilievi che finalmente la hanno resa famosa. Figure particolari, definite da alcuni critici neo cubiste; hanno colpito il pubblico per i colori cromaticamente unici che nella lunga storia dell'arte terrestre non trovano similitudini.
La luce verde lentamente affievolisce fino allo spegnimento. L'oscurità è di nuovo padrona del vecchio fabbricato. L'artista vaga lentamente; pensa alla razza umana, anzi umanoide.
Diffusa in 104 pianeti sparsi per l'universo. Una moltitudine infinita di essere viventi ibridati da secoli a causa dei contatti tra progenie differenti.
Qualche miliardo di ultimi umani purosangue che abitano la Terra sono insignificanti; sul pianeta azzurro le autorità Federstellari non sono presenti. Nessuno registra arrivi e partenze e gli appartenenti alle popolazioni extrasolari sono avvisati; non esistono garanzie e protezioni per la loro incolumità.
Nonostante questo il flusso di individui desideroso, per motivi diversi, di visitare il pianeta non conosce fine.
Una vera fortuna per una artista bizzarra, materia organica da plasmare disponibile in abbondanza.
Torna a sedersi sulla poltrona, Lydja. La pelle nuda e bianca; nel pallore uniforme del suo fisico lungo un braccio, sopra il gomito, risalta un piccolo cilindro arancione.
La presa di una sonda intravenosa; accanto alla poltrona un esile supporto polimerico verticale sorregge un flacone contenente una soluzione di metanfetamine e eroina sintetica.
Un sottile tubo trasparente è collegato al flacone e pende immobile nell'aria ferma. Con una mano l'artista lo afferra collegandolo alla presa arancione.
Goccia dopo goccia lo stupefacente entra nel suo corpo e raggiunge la mente annullando la coscienza; le porte dell'impossibile si spalancano e i demoni invadono il cervello sussurrando in coro-cerca la materia informe e trasformala in dipinti. Avrai soldi. Tanta droga liquida; e la nostra compagnia, per l'eternità-.

domenica 6 dicembre 2015

INFILTRATO

C'era una volta. Le favole iniziano sempre con queste parole.
Le favole; un aspetto della cultura terrestre affascinante. Nel mondo dal quale proviene non esistono.
Gli abitanti del pianeta di origine tramandano delle leggende, ma non dei racconti fantasiosi creati dalle persone.
Appena è riuscito a impiegare e comprendere le principali lingue parlate dai popoli della Terra ha iniziato a leggere favole. Una compagnia che non ha mai abbandonato.
Forse la sua vicenda assomiglia a una descrizione fantastica; il tempo sembra offuscarla con un alone di evanescente irrealtà.
Non può e non vuole scrivere i suoi ricordi. Ma quando nella mente scorrono le immagini della memoria sembrano accompagnate dal fatidico “c'era una volta”.
Hta/je; una grande sfera irregolare prevalentemente rocciosa inserita nel sistema dei 16 pianeti. Illuminata dalla fioca radiazione di una stella lontana, il mondo che ha generato gli eventi che lo hanno condotto sulla terra.
Imkl e Futz sono i satelliti disabitati, umidi e freddi di Hta/je. La loro superficie è quasi interamente ricoperta di acqua e ghiaccio; 2 elementi scarsi e preziosi sul globo al centro delle traiettorie delle loro orbite.
Il clan dei dei votati alle stelle raggiunge i planetoidi con i possenti vascelli cosmici e preleva l'acqua. Avviene da tempi immensi e per la gente di Hta/je è la soluzione per avere risorse idriche abbondanti.
Una nave è tornata con le cisterne vuote, senza il carico del prezioso liquido; in compenso porta i segni dei colpi di armi a proiezione ionica e i corpi privi di vita di buona parte dei votati che la conducono. Un messaggio chiaro da parte della gente di Ovwfa, il pianeta più vicino e rivale di Hta/je; hanno occupato le sorgenti cosmiche.
Ora l'acqua ha un prezzo; è definito in minerali preziosi e la quotazione è esclusivamente al rialzo.
I volumi di estrazione sempre più elevati conducono alla devastazione geologica, e alla fine di Hta/je come mondo abitabile; l'alternativa è la morte collettiva per arsura.
Per l'essere vivente che ora conosce le favole tutto questo non ha nessuna importanza. Lavora nelle miniere più profonde, dove l'unica luce conosciuta è quella artificiale; non salirà mai in superficie. Dopo la morte i suoi resti sono destinati all'inumazione nelle caverne.
Sconta una condanna a vita ai lavori forzati; ha ucciso con il veleno 2 persone.
Ja|bli\ib questo è il nome che corrisponde a una riga di codice sillabico che individua i criminali pericolosi. Nato in una oscura famiglia di un subclan, dotato di elevata intelligenza, con enormi sforzi si è affrancato dalle umili origini diventando maestro di calcolo alchemico.
Quando l'accademia della conoscenza deve assegnare la posizione di gran maestro è il candidato favorito; gli spettri del passato affiorano. In consiglio qualche membro ricorda e riferisce dell'appartenenza a un clan socialmente basso. Ja|bli\ib è escluso.
Accetta con serenità gli esiti; organizza i festeggiamenti in onore del nuovo gran maestro e del consiglio. Per rendere l'evento indimenticabile aggiunge veleno alle bevande.
Decedono 2 grandi accademici; molti altri accusano malori e rischiano la vita. Prima sospettato e poi arrestato dagli armigeri della regola senza esitazioni ammette la responsabilità dell'accaduto.
Dichiara di avere un solo rammarico; ormai non ha la possibilità di vendicarsi dell'erborista oscuro che gli ha fornito una sostanza tossica con qualità decisamente inferiori al previsto.
Nelle viscere del sottosuolo attende; alla prima occasione vuole gettarsi in uno strapiombo e porre fine alla condanna in anticipo.
Durante una delle infinite frazioni di tempo le guardie, senza nessuna spiegazione, lo prelevano; è condotto di fronte al consiglio planetario. Il primo consigliere lo osserva, poi inizia a parlare. Ja|bli\ib ascolta quello che ha da dire.
Impugnare le armi e tentare di costringere al ritiro gli invasori che occupano Imkl e Futz è una impresa pericolosa. Esiste il rischio concreto di raggiungere la distruzione reciproca; la soluzione alternativa prevede la colonizzazione e lo sfruttamento delle risorse di un pianeta ricco di acqua.
Se l'operazione riesce i sacri satelliti sono destinati all'abbandono; un inutile strumento di ricatto nelle mani dei guerrieri di Ovwfa.
Il bersaglio della missione è molto lontano e studiato da tempo; i suoi abitanti sono inconsapevoli di osservazioni e intercettazioni effettuati grazie alle sonde che percorrono i condotti invisibili del cosmo sfruttando le alterazioni dello spazio e della materia.
Definiscono il loro mondo terra e chiamano sole la stella che gli dona la vita; conoscono le strade dell'universo da un tempo breve. Al momento poche migliaia di loro vivono, con grande difficoltà, sulla superficie rossa e inospitale di un pianeta vicino chiamato Marte. Sembra la loro unica e misera conquista.
Una sfera di salvataggio è pronta per accogliere un individuo. Inserita in una fenditura della impalpabile energia cosmica ha come destinazione la prossimità della terra; l'occupante simula un incidente spaziale, deve farsi accogliere. Il suo compito è comunicare ai clan della guerra di Hta/je le condizioni difensive della futura colonia; informazioni necessarie per portare a termine una invasione sicura e con perdite ridotte.
Per la missione il prescelto è Ja|bli\ib. Se, con l'assistenza degli spiriti, gli avvenimenti seguiranno le previsioni tornerà libero. Nel caso contrario attenderà la fine dell'esistenza all'interno della capsula di salvataggio; un sarcofago funerario alla deriva tra le pieghe dello spazio.
Gli sembra tutto insensato. Accetta; cerca la morte e questa è probabilmente l'occasione per avere rapidamente il suo abbraccio.
Studia velocemente tutte le segrete informazioni accumulate in relazione alla terra estrapolate dalle matrici delle sonde. Lanciato nell'infinito, perde conoscenza. Si riprende all'interno di una grande cupola, guardato da un nutrito numero di terrestri che lo scrutano muovendo lentamente le teste.
Un corpo con la testa, visto da vicino è strano; la specie alla quale appartiene Ja|bli\ib non ha questo organo mobile. I loro occhi arancioni sono posizionati sotto la linea delle spalle e hanno membrane uditive nei fianchi. La pelle è grigia e ruvida per tutti.
Invece i suoi ignari salvatori hanno le epidermidi di colori e sfumature diversi. Anche loro sono antropomorfi ma le mani hanno solo 5 dita.
Poche in confronto alle 8 lunghe e esili dita per mano dell'essere che chiamano l'alieno.
Si rende conto della statura variabile e differente; una stranezza. La gente di Eta/e è tutta sottile e con la stessa altezza.
La morte non lo ha accolto; deve proseguire la simulazione. Con pazienza gli fanno comprendere che si trova all'interno della base marziana internazionale.
Una navetta è pronta per condurlo sulla terra, dove è atteso con ansia. La popolazione di un intero pianeta è in fibrillazione; hanno la prova vivente che altre forme di vita intelligenti e evolute sono presenti nell'universo.
Il pianeta terra. Acqua in tutti gli stati in quantitativi spaventosi. Oltre a questo, in confronto al mondo che ha lasciato, la luminosità del sole, le stelle più brillanti.
Apprende rapidamente le principali lingue. Tanti idiomi al posto di uno solo; è quasi stordito. Racconta di essere parte dell'equipaggio di una nave per esplorazioni commerciali colpita improvvisamente da un asteroide e andata distrutta.
Lo osservano con cura; nei limiti delle conoscenze disponibili lo sottopongono a esami medici. La fisiologia è abbastanza simile a quella umana; l'apparato digerente è adatto a digerire frutta a verdura terrestri.
Hanno difficoltà a pronunciare il suo nome; inizia con la lettera “J” e gli propongono di chiamarsi Jules. Accetta con entusiasmo.
Jules scopre una infinita serie di sapori gradevoli. Lo presentano a rappresentanti delle istituzioni e poi inizia una serie di incontri con scienziati e tecnici.
Esclusivamente per lui creano una apposita “Agenzia per gli affari alieni”. Si trova sul pianeta delle differenze, è sorpreso da tutto; anche dalle infinite attenzioni che gli sono riservate.
Prova istintivamente simpatia per i terrestri, ma deve perseguire i suoi scopi; non può permettere che Hta/je diventi un desolato ammasso di roccia inerte. Ha finito di inseguire la morte, ora vuole la essere libero.
Collabora attivamente con l'Agenzia Spaziale Mondiale mettendo a disposizione le sue conoscenze scientifiche; propone un progetto per tentare di comunicare la propria posizione al suo mondo di origine.
Approvato. Jules l'alieno ha raccontato di un popolo pacifico dedito al commercio; in realtà vuole inviare, opportunamente nascoste, le notizie indispensabili per mettere in pratica il piano di invasione.
Ha a disposizione i trasmettitori laser impiegati per la calibrazione delle reti dei satelliti artificiali; modifica il puntamento e dalla terra linee luminose attraversano scintillando il cielo e si perdono nelle profondità dello spazio.
Ripete l'operazione più volte, poi dichiara l'esperimento terminato per non suscitare sospetti; nelle sottoportanti dei segnali laser sono nascoste le informazioni militari e industriali che portano alla fine della sua pena.
Deve attendere pazientemente l'arrivo dei suoi simili. Jules ha tutto il tempo per pensare; forse poteva evitare di agire come un infiltrato.
Il suo subclan lo ha disconosciuto dopo la condanna e per loro sarà sempre un reietto; tra la sua gente non ha più amici. I terrestri lo trattano bene, la possibilità di rimanere indisturbato in quello che per lui è un nuovo mondo e una seconda vita è allettante.
Si rende conto che le sue azioni non sono state condizionate dalla lealtà verso la gente di Hta/je ma dalla paura. In assenza delle sue comunicazioni possono mandare altri. Cattura e ritorno nelle miniere profonde sono assicurati.
Legge, assorbe la cultura terrestre. Divora i libri di favole e adora la musica. Spera, e prega gli spiriti, che dopo l'invasione tutto questo non vada perso.
Visita luoghi incredibili, lussureggianti di vegetazione e deserti sconfinati. Per l'alieno l'assenza di un panorama roccioso uniforme e monotono e la mancanza di molti vulcani fumanti sono un miracolo.
Calcolo alchemico convertito in una specializzazione terrestre equivale a fisica. L'alieno vive e lavora a Praga, un impiego renumerativo nei laboratori dedicati allo sviluppo del trasporto della materia e dispone di un appartamento minimalista in un quartiere tranquillo.
Diventa un personaggio pubblico, intervistato dai media e ambito dai talk-show per averlo come partecipante nell'attesa del contatto con altri suoi simili. Il tempo scorre e Jules aspetta l'attacco che ritiene vicino.
Intanto lo hanno addirittura ingaggiato come protagonista per la pubblicità di una nuova automobile a conduzione automatica. Una esperienza nuova, quasi inconcepibile, strana e divertente.
Un tranquillo giorno di lavoro come tanti fino a quando un messaggio urgente nella posta elettronica gli procura un sobbalzo; è una convocazione della direzione della Agenzia Spaziale Mondiale. Deve recarsi a Lima, hanno comunicazioni urgenti e riservate che lo riguardano.
Lo accompagna un ansia feroce. Teme di essere stato scoperto e ipotizza conseguenze drammatiche per la sua persona; i funzionari ai vertici dell'Agenzia lo attendono riuniti intorno a un grande tavolo.
Sono vestiti con abiti formali, colletti bianchi, anche l'alieno indossa i suoi abiti migliori, confezionati adattando lo stile alle caratteristiche del suo corpo. Una usanza, quella degli indumenti, che per lui non è una novità anche se la consistenza dei tessuti è molto diversa, in alcuni momenti quasi fastidiosa per la sua pelle.
L'ambiente è teso. Jules ha imparato a riconoscere il significato delle espressioni del volto, non è facile per colui che appartiene a una specie senza testa e viso.
Vede gente con quella che definiscono faccia da funerale, non prevede nulla di buono. Il direttore generale rompe il silenzio:
-abbiamo progredito parecchio con il programma spaziale per le esplorazioni lontane, questo grazie anche al tuo contributo. Siamo riusciti a individuare una fenditura spazio-temporale. Secondo noi aveva la possibilità di portare al tuo mondo; abbiamo fatto entrare un satellite e ora ha iniziato a inviare le immagini.-
L'alieno trasale, riesce a stento a non tremare; il terrestre continua a parlare:
-non è quello che attendevamo. Non riesco a trovare le parole esatte per spiegarti... è meglio che tu veda con i tuoi occhi.-
Il proiettore olografico riempie la sala riunioni con figure tridimensionali. Definite e orrende.
Hta/je completamente avvolto da una nube; il radiospettrometro garantisce che è costituita da una miscela di gas tossici. Nessuna forma di vita presente sul pianeta che mostra una superficie ricoperta di crateri carbonizzati.
Città, strade, strutture tutto è scomparso, finito. I satelliti, e sorgenti, sono due asteroidi rocciosi completamente aridi.
Nello spazio vagano detriti di ogni dimensione e resti di navi spaziali sventrate e distrutte circondate da una miriade di cadaveri alla deriva; Ovwfa, il mondo che contendeva il controllo del sistema planetario, è una sfera in fiamme. Pira funebre di una intera popolazione.
Jules esprime profonda tristezza; racconta ai presenti di non avere idea di quello che è accaduto mentre tentano di confortarlo. In realtà conosce la tragica verità. Dall'inizio dell'operazione di infiltrazione è trascorso del tempo e la situazione è degenerata in un abbraccio mortale reso molto energico dall'impiego massivo di armi a fusione.
Pensa al suo inconscio; un altra novità appresa vivendo sulla terra. Forse, involontariamente , ha ritardato la trasmissione delle informazioni necessarie all'invasione perché desidera essere per sempre cittadino di un mondo nuovo e lasciare all'oblio la sua precedente esistenza.
Contemporaneamente sente che la sua coscienza porta un peso supplementare; alle 2 vite stroncate con rabbia deve aggiungere la fine di milioni di individui e si sente sollevato, e in colpa, perché ora nessuno ha la possibilità di tradirlo e svelare le ragioni occulte della sua presenza.
Una forma di vita unica trasferita in un pianeta alieno; questo è il destino che non ha mai lontanamente immaginato. Tenta sempre di dimenticare il reale motivo della sua presenza, nessuno deve sapere.
Quando durante il sonno i ricordi e i sogni si uniscono una voce, lenta e sommessa, risuona nella sua mente...c'era una volta un pianeta lontano lontano dove uno degli abitanti aveva...

sabato 28 novembre 2015

GAMES ACADEMY PIACENZA PRESENTA PASSENGER PRESS AMAZZONI TRIP


Venite al Games Academy Piacenza ad incontrare gli autori e i disegnatori di questo fantastico fumetto!!!

Dopo la presentazione a Lucca Comics and Games 2015, Passenger Press è lieta di presentare le prime tappe dell'Amazzoni Trip 2015-2016 per far conoscere nel nostro Bel Paese la genesi di questo progetto che coinvolge autori affermati e giovani promesse del fumetto riuniti nel nuovo progetto collettivo Amazzoni. Gireremo l'Italia per dedicare e autografare le copie di questo ambizioso volume a fumetti.

Nella tradizione dei fumetti neri anni 70, ecco il nuovo maxi - tascabile di Passenger Press: un libro autoconclusivo di 300 pagine in cui si racconta il tentativo di Dynah Turncliff, esploratrice e corrispondente della britannica Royal Society of London, di scovare e studiare la civiltà Amazzone, popolo relegato in una landa in cui levoluzione ha preso vie sconosciute al mondo esterno. Tra pericoli mortali e fiere preistoriche, scoveremo un luogo in cui cane mangia cane, e solo lappartenenza al gradino più alto della catena alimentare garantisce la sopravvivenza.

Undici team creativi racconteranno le vicende di alcune di queste Amazzoni, seguendo la trama generale a cura di Alessandro Cremonesi ai testi, Gaetano Matruglio e Marianna Pescosta ai disegni.
Copertina con ali disegnata da Carmine Di Giandomenico, stampata in nero e rosso metallizzato.
12x17 cm.
300 pagine in b/n.